Messaggio Internazionale - Giornata Mondiale del Teatro

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Messaggio Internazionale

GMT negli anni > 2009

Messaggio Internazionale per la "Giornata mondiale del teatro"
Augusto Boal, drammaturgo, scrittore e regista brasiliano.


Tutte le società umane sono "spettacolari" nella loro vita quotidiana e producono "spettacoli" in occasioni speciali. Esse sono "spettacolari" come forma di organizzazione sociale e producono "spettacoli" come quello che siete venuti a vedere.
Anche quando non se ne ha la consapevolezza, le relazioni umane sono strutturate in forma teatrale: l'uso dello spazio, il linguaggio del corpo, la scelta delle parole e la modulazione della voce, il confronto di idee ed emozioni, tutto ciò che facciamo sul palcoscenico, lo facciamo nella nostra vita; noi siamo teatro!
Non solo matrimoni e funerali sono "spettacoli", ma tali sono anche i rituali quotidiani, cosí familiari che esulano dalla nostra consapevolezza. Non solo le "cerimonie", ma anche il caffè del mattino e lo scambio di "buongiorno", gli amori timidi ed i grandi conflitti passionali, una sessione del Senato od una riunione diplomatica: tutto è teatro.
Una delle principali funzioni della nostra arte è il portare alla nostra coscienza questi spettacoli della vita quotidiana, in cui gli attori sono spettatori di sé stessi, in cui il palcoscenico e la platea coincidono. Noi siamo tutti artisti: facendo teatro impariamo a vedere ciò che è evidente, ma che siamo solitamente incapaci di vedere, tanto siamo abituati a guardarlo. Quel che ci è familiare diventa invisibile: fare teatro, al contrario, illumina il palcoscenico della nostra vita quotidiana.
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Vent'anni fa ho messo in scena "Fedra", di Racine, a Rio de Janeiro. Lo scenario era povero: per terra pelli di vacca, bambú all'intorno. Prima di cominciare lo spettacolo, dicevo ai miei attori: "La finzione che abbiamo creato giorno per giorno è finita. Quando avrete superato quei bambú, nessuno di voi avrà il diritto di mentire. Il teatro è la verità nascosta".
Quando guardiamo al di là delle apparenze, vediamo oppressori e degli oppressi in tutte le società, etnie, generi, classi e caste, vediamo un mondo ingiusto e crudele. Dobbiamo inventare un altro mondo, perché sappiamo che un altro mondo è possibile. Ma dipende da noi costruirlo con le nostre mani entrando in scena, nel palcoscenico e nella vita.
Assistiamo allo spettacolo che sta per cominciare; poi, a casa vostra con i vostri amici, recitate i vostri "testi personali" e guardate ciò che non avete mai potuto vedere: ciò che è evidente. Il teatro non è soltanto un evento, è una forma di vita!
"Attori" siamo noi tutti  e  "cittadini"  non sono  solo  coloro che vivono in società, ma coloro che la trasformano!

 
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